domenica 31 maggio 2009

GARAGEBAND SUNDAY “Produrre un Demo” Parte prima


Ipotizziamo di voler far valutare a qualcuno la nostra voce o il nostro modo di suonare uno strumento; la prima cosa da fare è certamente realizzare un demo dove cercheremo di valorizzare il nostro talento. A meno che non si vogliano mettere in evidenza anche le nostre capacità come autori o compositori è certamente preferibile indirizzarsi verso una cover di un brano conosciuto così da evidenziare le nostre capacità di tecniche ed interpretative.

Ci sono molti modi di recuperare una base MIDI più o meno legalmente… non sarà certo questo il problema. Abbiamo quindi la base del brano e siamo pronti a suonarci o cantarci sopra. Vediamo allora come produrre il nostro provino con GarageBand, cioè, facciamo suonare il file della base al meglio per poi dare libero sfogo al nostrotalento!

Qualche nozione di base: MIDI è uno standard molto diffuso che consente lacomunicazione tra strumenti diversi (tastiere, moduli sonori, computer ed altro ancora). I file .mid (che a volte si trovano con il suffisso .kar, ma sono la stessa identica cosa) sono documenti che contengono informazioni MIDI ed hanno unacaratteristica molto particolare: non contengono suoni di alcun tipo, ma soltanto unasequenza di dati tra i quali, ovviamente, quando e come devono essere riprodotte le note. In pratica sono una sorta di spartito digitale che i player ed i sequencer sanno leggere ed eseguire.

Non essendo inclusi timbri o campionamenti, un file .mid risulta essereestremamente leggero (in genere poche decine di KB) e facilmente modificabile in ogni suo aspetto, ma lo stesso file può suonare in modo sensibilmente diverso in base al modulo sonoro (detto anche Expander) che verrà utilizzato per la riproduzione. Per garantire che i suoni di un file MIDI siano assegnati in modo esatto esiste uno standard chiamato General Midi (abbreviato spesso con la sigla GM) ed alcune sue evoluzioni come lo standard GS di Roland, quello XG di Yamaha ed il più recente GM2. Lo standard di base è comunque per tutti il “vecchio” General Midi.

I nostri Mac sono dotati di un modulo sonoro che risponde alla mappatura standard GM ed infatti se apriamo un file .mid con QuickTime lo sentiremo suonare in modo abbastanza fedele alle intenzioni di chi lo ha composto con tutti i suoni assegnati in modo esatto. Volendo però sostituire alcune parti della base con la nostra performance non possiamo utilizzare QuickTime, ma dobbiamo obbligatoriamente indirizzarci verso un programma multitraccia.

GarageBand può importare MIDI file con un semplice Drag’n'Drop (in una zona vuota della finestra principale, non nell’icona), ma invece di utilizzare i suoni standard GM come QuickTime assegna ad ogni traccia un suo strumento virtuale. Per fare questo il programma esamina i dati di Program Change presenti nella tracce scegliendo il timbro che corrisponde, più o meno fedelmente, allo standard GM. E questo “più o meno” è il nostro primo grande problema!

Se abbiamo altri suoni oltre a quelli di serie (ad esempio i Jam Pack di Apple) è più facile che questa corrispondenza sia più rispettata, ma è molto probabile che per alcuni strumenti GM non ci sia comunque un sostituto adeguato e quindi verrà assegnato un suono che può essere diverso (anche molto diverso) da quello voluto. Per farsuonare bene la nostra base avremo bisogno quindi di alcuni interventi di cui parleremo in modo specifico nella prossima parte.

Se però vogliamo risolvere velocemente il problema una soluzione rapida c’è e consiste nell’utilizzare anche in GarageBand i suoni standard GM di QuickTime. Per fare questo basta selezionare nei dettagli della traccia come Generatore strumento ilDLSMusicService (che si trova verso il fondo della lista sotto i moduli Audio Unit) e, se c’è una traccia che non ci sembra funzionare a dovere, automaticamente suonerà con un timbro molto più simile alle intenzioni del compositore. Se si fa questa sostituzione è consigliabile spegnere tutti gli altri effetti (compressore, riverbero, eco o quant’altro sia inserito in quella traccia) perché il General Midi ha già inclusi quelli principali (in genere riverbero e chorus).

Ovviamente se si assegna DLSMusicService ad ogni traccia il risultato finale sarà né più né meno che la stessa base suonata da Quicktime (con il vantaggio di avere tutte le tracce separate), ma la sostituzione totale è una cosa che vi sconsiglio vivamente. Consideriamolo solo un veloce espediente per risolvere il problema di quei suoni “sballati”. I motivi li approfondiremo in seguito, ma per adesso fidatevie cercate di utilizzare il DLS al minimo indispensabile.

Adesso dovreste avere una base decente sulla quale incidere la vostra parte di canto o strumentale e realizzare il vostro Demo. Chissà che poi non diventi il punto di partenza per una vera e propria  produzione discografica. In bocca al lupo!


Carlo Ballantini è uno stimato musicista con esperienze professionali nazionali ed internazionali. Oltre ai progetti personali con la Ballantine Band vanta collaborazioni con vari artisti tra le quali spicca quella decennale con Enzo “Pupo” Ghinazzi in qualità di chitarrista, corista, autore e arrangiatore.

LINK: www.theapplelounge.com

domenica 24 maggio 2009

GARAGEBAND SUNDAY “Audio Unit: plug-ins gratis”


Audio Unit (o più brevemente AU) è l’architettura di plug-ins audio di OS X. Come abbiamo già detto questo tipo di plug-in, una volta installato, è utilizzabile inGarageBand come anche in tutti i programmi che ne vogliano usufruire come Logic, SoundTrack Pro, Final Cut e moltissimi altri programmi di terze parti.

Innanzitutto dobbiamo chiarire che i plug-in audio si dividono in due categorieprincipali: quelli che il suono lo possono generare da zero (i cosiddetti Strumenti virtuali) e quelli che il suono lo modificano e lo processano (chiamati comunementeEffetti). Non c’è una distinzione evidente di forma (in entrambi i casi il formato è AU), ma soltanto di utilizzo.

Oltre ai tanti plug-in commerciali fortunatamente ce ne sono anche molti gratuiti. Dove trovarli?

Si trovano in rete molti plug-in audio gratuiti, ma prima di scaricare un plug-in assicuratevi che sia compatibile con il formato AU perché esistono altre architetture di plug-in e non tutti sono compilati ed ottimizzati per i vari formati esistenti. Facciamo un breve elenco di quelli più diffusi:

  • VST è il formato proprietario di Steinberg e quindi è indicato a chi utilizza Cubase oNuendo come programma principale
  • RTAS è il formato di Digidesign compatibile anche con i programmi più economici della serie Pro Tools LE o M-Powered
  • TDM è un altro formato di Digidesign che per funzionare ha però bisogno di hardware dedicato e quindi possono girare solo se è presente Pro Tools HD (sia hardware che software) o il “vecchio” Pro Tools TDM
  • MAS è il formato proprietario di MOTU (Mark Of The Unicorn) e quindi anche in questo caso dedicati esclusivamente a chi possiede hardware specifico.
  • DirectX è per il mondo Windows l’equivalente del formato AU e quindi non esistono plug-in DX per Mac.

Un sito interessante da cui partire per cercare strumenti ed effetti è Don’t Crack il cui nome dice già tutto. Lo scopo del sito è infatti quello di incoraggiare l’utilizzo legale del software mettendo facilmente a disposizione dell’utente moltissimiprogrammi gratuiti. La lotta al software “crackato” non può che esserecondivisibile per moltissimi motivi primo fra tutti (al di là di questioni morali o dikarma) è quello che la pirateria porta lentamente alla morte dello sviluppo.

Purtroppo la cosa non è solo ipotetica, ma è tremendamente reale come dimostra la recente vicenda di VisualHub che era uno dei migliori programmi di conversione video per Mac ed è stato dismesso per motivi principalmente economici.

Tornando al nostro argomento, attraverso questo link diretto avrete subito la selezione di plug-in AU gratis disponibili per il download che potrete facilmente installare ed utilizzare in GarageBand.

Alcuni vanno a duplicare plug-in già inclusi in GarageBand (equalizzatori, delay, etc.) anche se con una gestione diversa dei parametri e quindi comunque da provare. Molti altri sono effetti o strumenti interessanti che non abbiamo di serie nei nostri Mac e che spesso non hanno molto da invidiare ad alcuni equivalenti commerciali.

Di solito sono provvisti di una semplice installazione guidata, ma se così non fosse basta spostare o copiare il file .component che avete scaricato nella cartellaLibreria->Audio->Plug-Ins->Component ed automaticamente il plug-in sarà “visto” da tutti i programmi.

Come abbiamo detto in precedenza esistono due famiglie principali in cui si dividono i plug-in. Per utilizzare uno strumento virtuale (che quindi avrà bisogno di un input di note dalla traccia del sequencer o da una tastiera) con GarageBand basta creare una nuova “Traccia di strumento virtuale”, premere sulla “i” delle informazioni di traccia e espandere i dettagli. Il plug-in che sarà nella lista Generatore strumento.

Se invece si tratta di un effetto può essere inserito in qualsiasi traccia compresa quella master che è il mix finale di tutti i suoni del brano. Cliccando poi sulla piccola matita a destra si aprirà la finestra propria del plug-in con i vari parametri modificabili.

Credo di aver detto tutto quello che è necessario per poter iniziare a provare i plug-in gratuiti in modo da arricchire le vostre possibilità sonore con GarageBand. Sarebbe molto utile poi esprimere nei commenti le vostre opinioni sui plug-in che trovate più originali, utili o che semplicemente che vi piacciono di più (o di meno).

Si dia inizio ai download. Music, please!


Carlo Ballantini è uno stimato musicista con esperienze professionali nazionali ed internazionali. Oltre ai progetti personali con la Ballantine Band vanta collaborazioni con vari artisti tra le quali spicca quella decennale con Enzo “Pupo” Ghinazzi in qualità di chitarrista, corista, autore e arrangiatore.

LINK: www.theapplelounge.com

domenica 17 maggio 2009

GARAGEBAND SUNDAY “Alleniamo l’orecchio con il Mac”

Partiamo da una semplice considerazione: i piedi sono per un calciatore quello che l’orecchio è per il musicista. Riflettendo su questo parallelo non si può fare a meno di constatare che anche i migliori calciatori hanno due piedi fisicamente identici agli altri, ma (evidentemente) la differenza sta nel come li sanno usare.

Alla base c’è sicuramente il talento (che è una dote con la quale si nasce), ma anche l’allenamento ha un’importanza fondamentale per ogni buon atleta. Ed anche il nostro udito si può allenare.

Ovviamente non si tratta di un allenamento fisico, ma piuttosto di un’educazione dell’orecchio che consiste in esercizi di ascolto e di riconoscimento delle note, dei ritmi, dei timbri ed è indicato a chiunque voglia avere a che fare con la musica come strumentista, produttore, tecnico del suono o quant’altro.

Non voglio addentrarmi troppo nella didattica musicale, però c’è qualcosa di molto semplice che tutti possono fare da subito, anche chi non conosce la musica e non suona nessuno strumento. Vi assicuro che la cosa sarà al tempo stesso divertente ed educativa e vi porterà ad ascoltare la vostra musica preferita con un orecchio più attento.

Il nostro obiettivo è quello di riuscire ad individuare i singoli strumenti che compongono un brano.

A tale scopo vi segnalo il brano Nite Runner dei Duran Duran che è disponibile a partire da questa pagina per il download gratuito in formato GarageBand con tutte le tracce separate. E’ stato preparato per un concorso di remix (scaduto nel dicembre 2007 quindi ormai non potete più vincere), ma noi possiamo utilizzarlo per abituarci a distinguere i vari strumenti e a focalizzarli all’interno del missaggio finale.

Una volta scaricato e aperto il progetto provate a mettere in “solo” le singole tracce. Basta cliccare sulla piccola icona delle cuffie che si trova in ogni traccia per sentire solo quella. Ascoltiamo, ad esempio, la traccia della chitarra. Poi facciamo di nuovo clic sulla stessa icona e sentiremo il brano completo. Cerchiamo a questo punto di concentrarci sul quel suono di chitarra che prima sentivamo da solo e proviamo a seguirlo in tutte le sue note. Se lo perdiamo “di vista” in mezzo agli altri ripetiamo l’operazione mettendolo di nuovo in solo e poi risentendolo con tutto il resto.

Ripetete la cosa più volte per i vari strumenti. L’obiettivo, come dicevo in apertura, è quello di seguire il “movimento” di ogni strumento semplicemente concentrandosi su di esso senza bisogno di metterlo in “solo”.

Possiamo usare anche la funzione Magic GarageBand inclusa in ogni Mac per creare dei brani. Probabilmente la conoscete già quindi non mi soffermerò nella descrizione passo-passo sul da farsi, ma come avrete capito si tratta di creare un brano multitraccia e poi ascoltare una ad una le tracce per riuscire a distinguerle anche nell’insieme.

Potete farlo anche con qualsiasi altra canzone che ascoltate alla radio o nell’iPod, ma in questo caso (non potendo isolare le singole tracce) non sarete mai sicuri al 100% di aver individuato tutti (ma proprio tutti) i singoli suoni che compongono il brano. Molto meglio quindi allenarsi con tracce separate in modo da scoprire uno ad uno i singoli elementi dell’arrangiamento.

Se conoscete altri brani disponibili in rete in formato GarageBand (o anche in altri formati purché multi-traccia) segnalate il link nei commenti così avremo tutti più materiale con il quale allenare il nostro udito.


Carlo Ballantini è uno stimato musicista con esperienze professionali nazionali ed internazionali. Oltre ai progetti personali con la Ballantine Band vanta collaborazioni con vari artisti tra le quali spicca quella decennale con Enzo “Pupo” Ghinazzi in qualità di chitarrista, corista, autore e arrangiatore.

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GARAGEBAND SUNDAY “Giocattolo o potente strumento?”

GarageBand è un programma della suite iLife incluso, quindi, nella dotazione di seriedi ogni nuovo Mac. Come molti di voi sapranno e come si intuisce dall’icona stessa del programma (una bellissima ES-335, la prima chitarra elettrica con cassa semi-acustica prodotta dalla Gibson nel lontano 1958) è un software dedicato ai musicisti e, più in generale, a tutti gli amanti della musica che vogliano creare musica propria.

Essendo quasi gratuito ha delle ovvie limitazioni di cui vi parlerò più avanti, ma come vedremo si può sfruttare GarageBand fino ad ottenere dei prodotti musicali di livello anche professionale. Le limitazioni, infatti, riguardano funzioni specifiche, scorciatoie e possibilità di editing, ma non la qualità sonora.

GarageBand è anche pienamente compatibile con effetti e strumenti software(genericamente chiamati Plug-In) in formato AudioUnit… anche con quelli più costosi e professionali.

Una delle cose a mio avviso più interessanti è che i progetti in formato .band possono essere importati dai programmi professionali di Apple (Logic Express e Logic Pro) mantenendo tutti i settaggi ed i parametri del progetto originale. Cosa significa?

Significa che molto spesso può essere molto comodo (anche per chi possiede programmi professionali) utilizzare proprio GarageBand per annotare idee musicali, iniziare progetti estemporanei o idee di arrangiamento; si potrà passare il progetto su Logic in qualsiasi momento senza dover ricominciare tutto daccapo.

Se poi si è limitatieconomicamente allora la cosa diventa addirittura più interessante. Molto spesso, infatti, i giovani artisti per i propri lavori devono scegliere studi di registrazione economiciche però hanno dotazioni software/hardware di livello medio-basso, ma quante cose potevano fare in casa, da soli, che non avrebbero influito molto sulla qualità finale? Chitarre, loop ritmici, sintetizzatori… pensate a quante ore di lavoro si possono risparmiare in studio se si è già preparato parte del progetto a casa. Magari ci si potrebbe permettere anche uno di quegli studi con una super-dotazione (e con un super-fonico dietro al mixer) che farebbero sicuramente una differenza sensibile sulprodotto finale.

Fino a qui sembra tutto fin troppo bello e quindi, essendo gratuito, il software ha ovviamente alcuni limiti, altrimenti… chi comprerebbe mai Logic?

Fortunatamente, come dicevo in precedenza, i limiti riguardano soltanto alcune funzioni che non sempre si rivelano indispensabili. Ad esempio:

  • il limite di tracce audio registrabili simultaneamente è limitato ad 8
  • non si possono editare molti controlli MIDI (Control Change, SysEx, etc.) e moltiparametri dei plug-in di serie
  • manca la possibilità di stampare spartiti musicali professionali
  • non si possono esportare Midi Files

Comunque, per moltissimi altri aspetti, l’ultima versione di GarageBand ha funzionalità che fino a pochi anni fa erano incluse solo nei migliori sequencerprofessionali. Ne cito alcune:

  • automazione accurata di tutti i parametri della traccia (volume, pan e parametri dei plug-in inseriti)
  • multitake (registrazione a ciclo di più riprese per poi scegliere in un secondo momento le parti migliori)
  • monitoraggio a bassa latenza del segnale processato (cioè possiamo sentire il suono mentre lo registriamo con tanto di effetti applicati in tempo reale)
  • time-stretching e aggiustamento della tonalità automatica delle registrazioni e degli Apple Loops (in pratica se in corso d’opera vogliamo variare la tonalità o la velocità di un brano non dovremo ricominciare tutto daccapo)
  • correzione intonazione e messa a tempo di materiale audio registrato dall’utente (queste ultime due sono possibilità che addirittura neanche alcuni software professionali ci danno).

Per finire aggiungo che GarageBand, come gli altri programmi del pacchetto iLife ‘08, è perfettamente integrato in OS X permettendo di accedere a tutti i file multimedia del nostro computer per creare, ad esempio, podcast con immagini, montaggi audio di files pre-esistenti o addirittura comporre colonne sonore o doppiaggi per filmati.

Se non avete mai usato GarageBand spero che questa veloce panoramica vi abbia messo almeno un po’ di curiosità. Se siete dei professionisti vi invito a non snobbarlo solo perché gratuito in ogni Mac; in alcuni casi può essere più comodo, veloce edefficace di programmi ben più blasonati (e costosi).

Se professionisti non siete e non avete mai provato a produrre musica in proprio è arrivato il momento di cominciare a fare pratica con il vostro… “giocattolo“. Se non conoscete la musica e non suonate nessuno strumento vi consiglio di partire con la funzione Magic GarageBand. Buon divertimento!

La "vera" Gibson ES-335. Vi ricorda qualche icona?

La "vera" Gibson ES-335. Vi ricorda qualche icona?

L’articolo è stato redatto prima che Apple presentasse la nuova versione di Garage Band ‘09. Ai fini del contenuto di questo post e di quelli più tecnici che pubblicheremo successivamente non cambia nulla. Se volete saperne di più sulle novità trovate tutto in questo post: Garage Band ‘09. A breve iLife ‘09 diverrà disponibile e potremo dunque offrirvi una recensione specifica sulle caratteristiche del nuovo software.

Vi ricordo che oggi sono previsti due appuntamenti con la rubrica Mac&Music. Il secondo articolo verrà pubblicato alle 14:00. Stay Tuned!

Camillo.


Carlo Ballantini è uno stimato musicista con esperienze professionali nazionali ed internazionali. Oltre ai progetti personali con la Ballantine Band vanta collaborazioni con vari artisti tra le quali spicca quella decennale con Enzo “Pupo” Ghinazzi in qualità di chitarrista, corista, autore e arrangiatore.

LINK: www.theapplelounge.com

domenica 10 maggio 2009

GARAGEBAND SUNDAY “Perché i musicisti amano Apple?”

 


Con questo post diamo inizio ad una nuova serie di articoli dedicati a musicisti e “musicanti” scritti in esclusiva per TheAppleLounge. I post di questa rubrica speciale verranno pubblicati ogni domenica alle 11:00. Domani, 18 gennaio, in via straordinaria, partiremo con un doppio appuntamento, alle 11:00 e alle 14:00.

I post saranno guide, recensioni, trucchi, suggerimenti e riflessioni rivolte a diverse tipologie di amanti della musica: da quelli che la musica la ballano e basta (ma amano alla follia il loro Mac) a quelli che suonano più o meno sul serio uno strumento, ma forse non conoscono a fondo le potenzialità che fornisce di serie il loro computer.

La scelta di pubblicare questi post in un blog dedicato al mondo Apple non è affatto casuale. L’idea molto diffusa che chi si occupa di musica (e di grafica) usa Mac è fondata su basi solide ed è uno dei rari luoghi comuni che corrispondono alla realtà. In poche parole: i musicisti amano il loro Mac e gli utenti della mela sono decisamente più creativi di quelli Windows.

So che con questa affermazione potrei scatenare l’ira di tutti quelli che utilizzano Windows anche per la loro professione creativa, ma la cosa che ci interessa di più è un’altra: perché i musicisti amano Apple? Quale è il vero motivo che attira molti artisti (od aspiranti tali) verso i computer della Mela?

Ovviamente non c’è una sola ragione e siete tutti invitati a dire la vostra opinione. Si può parlare del design, della disponibilità del software, della potenza di calcolo o anche di un certo “snobismo” dietro al Think Different molto simile a quello di alcuni musicisti.

In realtà molte di queste ragioni sono contestabili. Infatti, a differenza di qualche anno fa, oggi ci sono molti programmi per Windows con una qualità professionale paragonabile a quella degli storici software per Mac e, dopo il passaggio ad Intel, qualsiasi discussione sulla differenze tecnologiche non ha più molto senso.

Eppure la tendenza che porta i musicisti verso la Mela è in continuo aumento. Vediamo dunque insieme alcuni dei motivi per cui scegliere Mac per fare musica.

I Mac sono molto più silenziosi.

E’ un aspetto che spesso viene trascurato ed invece ritengo sia uno dei più importanti. Chi fa musica ha nell’orecchio uno strumento fondamentale che deve essere libero da qualsiasi disturbo. Avere un ronzio di ventole ed hard disk in sottofondo può essere molto fastidioso. Ci si può fare l’abitudine (come a tutto, del resto), ma si è comunque penalizzati. Un po’ come correre con gli scarponi da sci ai piedi. Provate a toglierli e sentite la differenza!

La latenza

La latenza (in inglese “latency”) è il ritardo che intercorre tra quando il software “vorrebbe” emettere un suono e il momento in cui quel suono esce realmente dagli altoparlanti. Questo ritardo diventa molto importante per utilizzare strumenti software interni e per il monitoraggio (l’ascolto in tempo reale di quello che si sta registrando). E’ vero che utilizzando schede audio professionali si hanno bassissime latenze anche con Windows, ma la gestione audio di OS X ci dà la possibilità di avere tempi di latenza accettabili anche con la schede audio interna. Questo può essere un grande vantaggio per chi ha un budget limitato e dopo l’acquisto del computer non può permettersi subito una scheda audio professionale.

Fonte Immagine: NoiseTime

Il costo

E’ opinione diffusa che i computer Apple siano più costosi rispetto alle varie altre marche. Tutto ciò è vero se si paragonano i prezzi Mac a quelli delle altre marche vendute nella grande distribuzione elettronica, ma è dovuto soprattutto al fatto che i Mac utilizzano sempre le più recenti tecnologie a differenza di quei computer perennemente in offerta speciale che hanno processori e chipset di penultima o terzultima generazione.

Questo li porta a collocarsi in una fascia di prezzo medio-alta, ma anche a tenere molto meglio il valore nel tempo. Quindi, conti alla mano, il sacrificio per l’acquisto iniziale diventa risparmio sul lungo termine. Per chi non avesse l’esigenza di avere sempre l’ultimo modello può spendere decisamente meno orientandosi nel mondo dell’usato. UnMac è ben più longevo di un PC. Conosco professionisti che ancora utilizzano con soddisfazione processori G4, quanti ne conoscete che usano i Pentium III?

It Just works!

Semplicemente, funziona! Questo non vale solo per i musicisti ed è uno degli slogan principali usati da mamma Apple. Ma se questo vale per un programmatore o un web designer vale ancora di più per un musicista (che non ama certo confondersi condrivers, settaggi, antivirus e quant’altro). Avere nel computer uno strumento fidato che funziona a dovere quando se ne ha bisogno lascia la testa libera di muoversi tra note e suoni.

Il software

Quest’ultimo è forse il motivo più importante ed è proprio sull’approfondimento di programmi come GarageBand e Logic che baseremo molti dei futuri Tutorials. Quindi per adesso mi limiterò ad esporre un grandissimo vantaggio precluso al mondo Windows: si può creare una nuova idea musicale in un programma semplice, intuitivo e fornito gratuitamente di serie in ogni nuovo Mac (come GarageBand), per poi spostarsi in uno studio con Logic Pro mantenendo tutte le impostazioni e le tracce separate.


Carlo Ballantini è uno stimato musicista con esperienze professionali nazionali ed internazionali. Oltre ai progetti personali con la Ballantine Band vanta collaborazioni con vari artisti tra le quali spicca quella decennale con Enzo “Pupo” Ghinazzi in qualità di chitarrista, corista, autore e arrangiatore.

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martedì 5 maggio 2009

VIVACE: One Person Band

Music aficionados rejoice. The idea of having only 1 device that combines multiple instruments, track recording, equalizer, sound editing, internet connectivity, and a touchscreen interface all into one compact package is drool worthy. The Vivace makes it all possible. Information is scarce on how the interface works but I have no doubt up-and-coming artists like FrankMusik and Bjork could do a lot with such a device.

Designers: Young-Shin Lee & Hae-Jin Jung